San Donato Val di Comino

Il nome del paese ha origine dal santo venerato in loco. La specificazione “Val di Comino” è stata aggiunta nel 1862 per distinguerlo da altri luoghi omonimi.

Storia antica di San Donato Val di Comino

San Donato Val di Comino ha origini antiche, alcune fonti suggeriscono che sia Cominium, un avamposto dei Sanniti, distrutto nel 293 a.C. dagli eserciti Romani. Questo avamposto, si sarebbe trovato nella Val di Comino, specificamente nell’area attualmente occupata dai comuni di Alvito, Vicalvi e San Donato Val di Comino. 

Nonostante ci siano opinioni contrastanti riguardo alla posizione esatta di Cominium nella nostra valle, sappiamo con certezza che il territorio era un avamposto sannita. Nel 329 a.C., Roma conquistò Terracina, Fregellae (oggi San Giovanni Incarico) e successivamente, nel 303, Sora, per garantirsi delle teste di ponte lungo la Via Appia, la Via Latina e l’attuale Via Sferracavallo.

Epoca romana e periodo longobardo

In epoca romana, una villa rustica sorse nell’area attuale del paese, scoperta alla fine dell’Ottocento nella contrada di San Fele (oggi San Fedele). La villa era situata vicino a un’antica fontana campestre e a una chiesetta. Nel sito della villa e nella zona circostante sono stati trovati resti di necropoli e iscrizioni, oggi conservati presso la scuola media locale.

Il primo santuario dedicato a San Donato costruito dopo il 304, anno del martirio dell’allora vescovo di Arezzo. Successivamente, il territorio di San Donato Val di Comino è stato governato dai Longobardi nell’ambito della Langobardia Minore.

Il primo documento noto che menziona il nome del centro abitato di San Donato Val di Comino (Ecclesiam Sancti Donati in territorio Cumino) risale al 778. In quell’anno, Ildebrando, duca di Spoleto, cedette il territorio al Monastero di San Vincenzo al Volturno.

Le vicende successive sono collegate all’esito della battaglia del Garigliano del 915. Questo evento ha dato inizio alla migrazione delle popolazioni che partendo da Itri, si sono dirette verso i monti al confine tra Lazio e Abruzzo.

Il Rione del Castello rappresenta la zona più antica del paese ed è situato nella radice dell’Appennino, con porte d’accesso austere rivolte verso Greco, Levante e Ponente. Nel 1632, G.P.M. Castrucci descriveva San Donato come diviso in due rioni, il Castello e la Valle, con il Castello cinto da mura e torri. Gli abitanti del Rione, da sempre devoti al Santo Patrono, costruirono con poca spesa il Santuario del nostro Patrono nel XVI secolo.

Il centro abitato di San Donato Val di Comino sorse in un momento successivo rispetto alla chiesa omonima, che era già menzionata in documenti del 778. La prima menzione del paese risale al 1269, quando San Donato esisteva già da tempo. Furono gli abitanti del castello di Sant’Urbano, ormai scomparso, a costruire il paese.

Le foto di San Donato Val di Comino dalla nostra pagina Instagram

Sviluppo del paese durante l’età moderna

Il paese si è sviluppato durante l’età moderna, raggiungendo una popolazione di oltre cinquemila abitanti nel XVI secolo. San Donato è rappresentato in uno dei pannelli della Villa Gallio a Posta Fibreno. Si vede una torre-mastio che domina l’intero centro abitato, circondato dalle mura della rocca e dalle case disposte in file abbastanza regolari.

Anche scrittori locali del Cinquecento hanno descritto il villaggio, evidenziando l’arroccamento, le difese e la chiesa-santuario dedicata a San Donato. Nonostante i terremoti, le siccità, le pestilenze e le alluvioni, il paese è continuato a crescere.

Foto in copertina di Samuele Tocci

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