La Chiesa di San Lorenzo Levita e Martire a Picinisco: Storia, Arte e l’Organo Catarinozzi
La Chiesa di San Lorenzo Levita e Martire, situata nel cuore di Picinisco, è un monumento di eccezionale valore storico e architettonico. Sebbene la sua fisionomia attuale sia frutto di secoli di ampliamenti, le prime tracce documentali risalgono al 1305 d.C., quando apparve inizialmente come una piccola cappella dedicata a Santa Maria, estesa su pochi metri quadrati.
L’Evoluzione Architettonica: Da Cappella a Collegiata
Il tempio di San Lorenzo ha subito una trasformazione profonda nel corso dei secoli:
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Origini (XIV secolo): Inizialmente una chiesetta a navata unica.
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Elevazione a Parrocchia (Fine XVI secolo): Nell’ultimo scorcio del Cinquecento, la struttura fu ampliata a tre navate, dotata di diversi altari e divenne sede della Confraternita di Sant’Antonio.
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La Consacrazione del 1730: Il 24 giugno 1730, il Vescovo di Sora, Gabriele De Marchis, sostò a Picinisco per tre giorni. Durante questa visita consacrò l’altare maggiore, vero splendore della chiesa, deponendovi le reliquie dei martiri Innocenzo e Giocondo.
Oggi la chiesa conta tre navate, una sagrestia, due cori e una cappella laterale, rappresentando il fulcro della vita religiosa piciniscana.
Il Campanile dell’XI Secolo: Un Passato Militare
Uno degli elementi di maggiore interesse è senza dubbio il campanile in pietra lavorata. Risalente all’XI secolo, precede la costruzione della chiesa stessa. La sua struttura, dotata di una scala interna a chiocciola, suggerisce che originariamente fosse una torre di avvistamento militare, successivamente integrata nel complesso religioso.
Il Patrimonio Artistico e i Restauri
La decorazione interna è il risultato di interventi stratificati nel tempo:
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Le Volte Istoriate (1928): Ad opera di artisti venafrani, le volte (specialmente quella centrale) furono decorate con scene del martirio e l’apoteosi di San Lorenzo.
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Le Statue (Anni ’30): Nel decennio successivo al 1928, la chiesa si arricchì di tre nuove statue: il Cristo Morto, il Sacro Cuore e la Madonna di Lourdes.
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Restauro Post-Sisma (1984): Dopo il terribile terremoto del maggio 1984, la chiesa subì ingenti danni. Grazie a un attento lavoro di consolidamento e restauro, l’edificio è stato recuperato nel suo antico splendore.
L’Organo “Cesare Catarinozzi” (1739)
Vero gioiello della Collegiata è l’organo a canne, situato all’interno e risalente al settembre 1739. Lo strumento fu completamente rifatto per sostituire un organo seicentesco ormai logoro, di cui fu conservata solo la preziosa cassa armonica.
L’Autore e il Finanziamento
Una testimonianza dell’epoca definisce lo strumento: “Opera del mai abbastanza lodato Don Cesare Catarinozzi della Terra di Affile”. Catarinozzi era il rinomato organista dell’Abbazia di Subiaco, celebre per aver realizzato gli organi di:
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Santa Maria Maggiore (Roma)
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Monte Uliveto (Napoli)
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Abbey of Monte Cassino
La costruzione fu un vero sforzo comunitario, finanziata dalle Cappelle del Santissimo Sacramento, del Rosario, di Sant’Antonio di Padova, di San Rocco, della Madonna del Carmelo e dall’Ospedale della parrocchia.
Evoluzione Moderna e Registrazione Tecnica
Nel corso del XX secolo, l’organo è stato revisionato tre volte. Tra il 1980 e il 1981, sotto la guida del parroco Don Mario Bevilacqua, sono state introdotte importanti novità:
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Il registro “Voce Celeste 8”.
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A elettro-ventilatore per l’azionamento automatico del mantice.
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A console mobile con registri, tastiera e pedaliera nella navata destra.
Attuale registrazione tecnica dello strumento:
| Registro | Misura |
|---|---|
| Principale | 8′ |
| Ottava | 4′ |
| Decima Quinta | 2′ |
| Decima Nona | – |
| Ventiduesima | – |
| Ventiseiesima | – |
| Voce Umana | 8′ |
| Voce Celeste | 8′ |
| Flauto in Ottava | 4′ |
| Basso | 8′ |









