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Castello Cantelmo di Alvito

Il Castello di Alvito: Una Posizione Strategica sul Monte Albeto

Il Castello di Alvito sorge sulla cima del “Monte Albeto,” così chiamato sin dal 970, un toponimo che successivamente darà origine a Albeto-Alvito nel XII secolo. La posizione del castello è altamente strategica: controlla le antiche vie che si dirigono a nord verso l’Abruzzo e a ovest verso la Valle del Liri e Sora, partendo dalla Valle di Comino.

L’evoluzione di Alvito: da S.Urbano a Borgo Castello

La città di Alvito, conosciuta nel periodo dell’alto medioevo come S. Urbano, presumibilmente fondata nell’VIII secolo durante l’epoca longobarda, fu distrutta nel IX secolo dai Saraceni e successivamente rifondata nel 976 dall’abate Aligerno di Montecassino. Inizialmente situata nella zona collinare verso Nord-Est, chiamata Colle di Civita, la città fu successivamente spostata nella sua posizione attuale.

Essa risaliva all’antichissimo insediamento Sannita caduto, alla fine del IV sec.a.C., nelle mani dei romani che, più tardi, realizzarono la centuriazione (suddivisione in un largo reticolato stradale ortogonale) della piana fino ai territori di Atina e Casalvieri fovorendo, in tal modo, una notevole crescita della città che, tuttavia, decadde e non fu più ricostruita in loco dopo il violento terremoto del 1349.

Il primo forte, posizionato dove sorge l’attuale edificio, fu costruito alla fine dell’XI secolo, probabilmente dai Conti dei Marsi, discendenti di stirpe longobarda. Questo primo nucleo diede origine alla frazione “Borgo Castello,” situata in una posizione facilmente difendibile.

Il Castrum Albeti: Una Cittadella Militare dei Conti d’Aquino

Con il passare del tempo, la città di S.Urbano andò progressivamente spopolandosi, sostituita da piccoli villaggi nelle campagne, dipendenti dalla potente Abbazia di Montecassino. Successivamente passato ai Conti d’Aquino, probabilmente grazie a una concessione da parte dei monaci benedettini (Abate Desiderio, 1067), il “Castrum Albeti” divenne una solida cittadella militare, parte di una rete di fortificazioni voluta dal sovrano normanno Ruggero II (1095-1154) per difendere il confine del Regno delle Due Sicilie.

Il dominio dei Cantelmo: Ricostruzione e Crescita di Alvito

Nel 1349, un violento terremoto causò il crollo del borgo fortificato e di gran parte del castello originario, provocando la perdita dell’intera famiglia D’Aquino rappresentata all’epoca da Adenolfo III. I Cantelmo subentrarono nel governo del territorio alvitano, sostenuti dagli Angioini che controllavano l’Italia meridionale dalla seconda metà del XIII secolo. Il Conte Rostaino dei Cantelmo avviò la ricostruzione dell’oppido e del maniero, affidando i lavori al maestro Londolfo. La costruzione, protrattasi per più di un secolo a fasi alterne, diede vita a una fortezza di notevole architettura militare.

L’architettura del grandioso Castello dei Cantelmo

Ancora oggi, le mura e le parti dei torrioni circolari del grandioso castello dei Cantelmo sono ben visibili. Il castello si presentava come un capolavoro di architettura militare nel XIV-XV secolo. Le mura erano ben difese e i torrioni circolari facevano da protezione del nucleo interno abitato dalla famiglia feudale. Questo periodo coincise con la massima crescita della nuova città di Alvito, che si sviluppò ai piedi del possente maniero, raggiungendo oltre diecimila abitanti.

Queste mura erano destinate a proteggere la città più a valle, parte della ristrutturazione voluta dai Cantelmo nel XIV secolo. Il nucleo abitato interno, ospitante la guarnigione militare, è riconoscibile dalle torri quadrate. Forse furono ricostruite sui resti del primitivo castello dell’XI secolo, collegate tra loro da camminamenti merlati di ronda.

Quest’area potrebbe aver ospitato la sala centrale del castello. Le dimore nobili e le sale di rappresentanza erano posizionate nella zona a sud verso la Valle di Comino. Il fossato, che circondava la fortezza, è appena individuabile, e le cronache medievali testimoniano gli accorgimenti architettonici predisposti per intrappolare gli assedianti tra le mura esterne e quelle del mastio interno.

Castello Cantelmo di Alvito

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