La Chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista a Gallinaro: Storia e Splendore Barocco
La Chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista è uno dei monumenti più affascinanti di Gallinaro. Vero scrigno di arte e fede, l’edificio sorge in una posizione dominante, costruito nel Medioevo direttamente sui bastioni e sulle mura del primitivo castello locale.
Una Storia Millenaria: Dal Castello alla Parrocchia
Le radici di questo sito risalgono al 1023, quando il castello fu conquistato da mercenari normanni che, su ordine dell’Imperatore Enrico II, ne spossessarono i signori longobardi per consegnarlo ai nipoti di Melo di Bari.
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Le prime tracce: La chiesa di San Giovanni viene menzionata per la prima volta in documenti del 1310, sebbene all’epoca si trattasse probabilmente di una semplice cappella interna alla fortezza.
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L’evoluzione ecclesiastica: Nel 1404 la cappella passò sotto la giurisdizione dell’Arciprete di San Nicola, venendo in seguito denominata “Recettizia”.
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La trasformazione definitiva: La svolta avvenne tra il 1592 e il 1595, quando Matteo di Capua (Principe di Conca e duca di Alvito) concesse il suo “casamento” (il castello) alla comunità affinché venisse trasformato in chiesa.
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L’inaugurazione: Il 15 novembre 1596, il Vescovo Salomone entrò ufficialmente nella nuova struttura, che assunse il titolo di Parrocchia, sottraendolo alla più antica chiesa di San Nicola.
Curiosità storica: Fino all’inizio del XIX secolo, la gradinata antistante la chiesa fu il cuore civile del paese, ospitando le assemblee del Parlamento dell’Università di Gallinaro.
L’Architettura: Tra Romanico e Barocco
L’edificio attuale è il risultato di una complessa stratificazione architettonica. Sebbene l’impianto originario richiami lo stile romanico, la veste odierna è frutto dei radicali restauri del 1741, voluti dal sacerdote Saba Bevilacqua (ricordato da un’epigrafe sulla navata destra).
L’Esterno e il Campanile
La facciata, interamente rivestita da intonaco, è scandita da imponenti lesene e decorata con delicati motivi floreali e la figura di un puttino. Sulla destra svetta il campanile, integrato nella struttura, che dal 1730 ospita l’orologio pubblico del paese.
L’Interno: Un Viaggio nell’Arte Settecentesca
L’interno si sviluppa su un’unica navata su cui si aprono quattro cappelle laterali (due per lato). La linea decorativa è marcatamente barocca, esaltata da stucchi, capitelli e dorature “a mecca”.
Il Ciclo degli Affreschi
La volta a botte è impreziosita da archi aggettanti che incorniciano cinque riquadri affrescati nel XVIII secolo. Gli autori, pur ignoti, dimostrano una notevole resa anatomica:
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Re Davide intento a suonare la lira (o arpa).
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Il Sacrificio di Isacco ad opera di Abramo.
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L’Assunzione della Vergine Maria.
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San Gerardo affiancato da San Pietro (a sinistra) e Santo Stefano (a destra).
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I Santi Giovanni Battista ed Evangelista con tre puttini e lo Spirito Santo.
Arredi Sacri e Tesori Nascosti
La chiesa custodisce manufatti di altissimo pregio artigianale, molti dei quali risalenti al XVIII secolo:
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L’Organo e la Cantoria: Situati nella controfacciata, sono splendidi lavori in legno databili all’inizio del 1700.
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Arredi Lignei: Lungo la navata si possono ammirare un confessionale e un pulpito di ottima fattura degli ultimi decenni del Settecento.
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Le Cappelle Laterali: Realizzate da artisti della scuola napoletana del ‘700, ospitano rappresentazioni della Madonna con Bambino, il Trionfo degli Angeli e la Trinità.
Il Presbiterio e la Cripta
Uno spazio di particolare eleganza, separato dalla navata da una raffinata balaustra in marmo.
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Il Pavimento: Realizzato in marmo bicromo nel 1923, conserva al centro un rosone calcareo del 1794. Quest’ultimo fungeva da ingresso alla cripta sepolcrale riservata ai sacerdoti, nota come Regia Archipresbyterorum.
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L’Altare e il Tabernacolo: L’altare in marmi policromi è sormontato da un tabernacolo rarissimo, cesellato con tarsie d’argento e madreperla. Quest’opera fu realizzata nella seconda metà del Settecento da un maestro artigiano di Pescocostanzo per una spesa, all’epoca ingente, di 60 ducati.



