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25 gennaio 1944 – L’attacco militare a Terelle

25 gennaio 1944 – ore 06:00

L’attacco militare a Terelle

Nel corso della Seconda guerra mondiale, nell’ambito della prima Battaglia di Cassino, le alte sfere militari alleate predisposero, all’inizio di gennaio del 1944, un piano d’attacco volto allo sfondamento della Linea Gustav, la poderosa linea difensiva approntata dall’esercito tedesco da Minturno a Ortona per arrestare l’avanzata da sud delle forze alleate.

L’operazione prevedeva un attacco a tenaglia sui monti a nord-est di Cassino, affidato ai militari del Corpo di spedizione francese (CEF) e al II Corpo d’armata americano.

Gli obiettivi militari dell’offensiva

Al Corpo di spedizione francese venne assegnato il compito di conquistare:

  • Colle Belvedere (quota 862 s.l.m.)
  • Colle Abate (quota 915 s.l.m.)

Successivamente, le truppe avrebbero dovuto occupare il paese di Terelle e avanzare verso Piedimonte San Germano, con l’obiettivo strategico di tagliare la Casilina, definita l’“arteria vitale” dei difensori tedeschi.

Alle forze americane spettava invece il difficile compito di attraversare il fiume Rapido, nella zona di Caira, e risalire verso l’abbazia di Montecassino.

Un’azione militare estremamente complessa

L’attacco affidato al CEF era particolarmente ardito. Dal punto di partenza, denominato “Il lago”, i militari dovevano:

  • ridiscendere il crinale Acquafondata – Vallerotonda – Sant’Elia
  • raggiungere il fondovalle del Rapido
  • attraversare due strade e varcare la Linea Gustav, con reticolati, mine e casematte
  • guadare il Rio Secco, con acqua gelida fino alla cintura
  • risalire il massiccio del Monte Cairo fino a quasi 1000 metri di quota

Il tutto avveniva su pendii ripidissimi, spesso vertiginosi, senza possibilità di mimetizzazione o riparo, nel pieno delle postazioni nemiche. I soldati erano costantemente osservati dalle forze tedesche, presi tra il Monte Cairo di fronte e il Cifalco alle spalle, combattendo senza sosta su alture innevate o ghiacciate, in un inverno particolarmente rigido e piovoso.

Le unità coinvolte

Al centro dello schieramento era stata collocata la 3ª Divisione di fanteria tunisina (RTT), affiancata:

  • a destra dai fanti algerini (RTA)
  • a sinistra da reparti di Spahis algerini e Cacciatori d’Africa, con il supporto di carri armati americani

La Seconda Divisione marocchina ricevette invece l’incarico di impegnare le forze tedesche nel proprio settore con attacchi locali.

Lo svolgimento dell’attacco

L’offensiva ebbe inizio alle ore 06:00 del 25 gennaio 1944. Nel pomeriggio dello stesso giorno i fucilieri tunisiniriuscirono a conquistare Colle Belvedere, mentre il giorno successivo cadde anche Colle Abate.

Il ripiegamento delle truppe tedesche rese temporaneamente deserto il pianoro di Ottaduna, che divenne una vera e propria terra di nessuno.

Il contrattacco tedesco e le pesanti perdite

Rimasti presto senza munizioni e rifornimenti, i reparti coloniali francesi non riuscirono a respingere il contrattacco tedesco, che il 27 gennaio portò alla riconquista delle due alture.

I militari tunisini, ormai stremati, avevano dovuto fronteggiare continue controffensive, assistendo al trasporto di lunghi convogli di feriti e caduti, nonché di prigionieri inviati nelle retrovie. Avevano inoltre visto il sacrificio di donne francesi– infermiere, autiste, addette alle ambulanze – che rivendicavano di essere trattate non come ausiliarie, ma come soldati.

Privi fin dall’inizio di acqua e viveri, solo sei giorni dopo l’avvio dell’attacco ricevettero rifornimenti, trasportati su muli guidati da conducenti marocchini. A causa delle gravissime perdite subite, tali reparti cessarono di fatto di esistere.

Gli scontri successivi

Le unità tunisine vennero sostituite dal 7° Reggimento fucilieri algerini, che continuò a combattere per il controllo di Colle Abate e Colle Belvedere, conquistandoli e perdendoli più volte.

Alla fine il Corpo di spedizione francese riuscì ad attestarsi su quei rilievi, ma la loro definitiva occupazione non produsse risultati militarmente decisivi nel contesto della battaglia.