Le Muracce di Casalvieri

L’Arca funeraria romana tra archeologia, topografia e tecnica edilizia

Il monumento localmente noto come “Arca funeraria” o “Le Muracce” di Casalvieri, uno dei più interessanti siti archeologici della Valle di Comino, sorge nel territorio comunale di Casalvieri lungo la strada comunale Muracce–Sorelle, perpendicolare all’attuale tracciato della via provinciale Sferracavalli.

Si tratta di una presenza archeologica di primaria importanza sia dal punto di vista topografico sia monumentale nel contesto dell’archeologia romana della Media Valle del Liri e della Valle di Comino.

Importanza topografica e viabilità antica tra Sora e Atina

Dal punto di vista topografico, come è noto negli studi di archeologia romana, i monumenti funerari sorgevano in prossimità dei tracciati stradali. Anche il monumento delle Muracce dovrebbe quindi testimoniare il passaggio di una strada antica, probabilmente la Sora–Atina, che in questo tratto si discosterebbe leggermente dall’attuale Sferracavalli.

Diverse considerazioni topografiche, unite alla presenza di un grosso basolo conservato quasi a ridosso del monumento, fanno escludere che si trattasse di una strada secondaria, che in quest’area avrebbe potuto servire soltanto le ville sparse nel territorio.

Dal punto di vista monumentale, per la tipologia architettonica, la scarsa bibliografia archeologica dell’area di Atina — di cui il territorio di Casalvieri faceva probabilmente parte almeno nella fascia prossima alla Sferracavalli (Ager Atinas) — ricorda questo monumento insieme a quelli in località S. Lorenzo, Casino Pica e Le Forme, classificandoli come monumenti funerari a torre.

Stato di conservazione prima del restauro del 1989

Prima dell’intervento di restauro effettuato dalla Soprintendenza Archeologica per il Lazio nel 1989, erano parzialmente visibili due pilastri a pianta rettangolare. I volumi risultavano non valutabili a causa della copertura di edere e arbusti, che compromettevano seriamente la statica delle strutture con radici profondamente penetrate nella muratura.

Non era inoltre valutabile l’interno del basamento.

Questa situazione aveva portato inizialmente a formulare l’ipotesi che i due nuclei appartenessero a un unico monumento, forse a fornice. Tuttavia il diserbo, lo scavo dei basamenti e l’analisi delle sommità tramite ponteggi di restauro hanno reso tale ipotesi non più sostenibile.

Analisi delle strutture murarie dei due nuclei

Il diserbo ha consentito l’analisi dettagliata delle strutture

Nucleo A (prospiciente la strada comunale)

  • Altezza conservata: m 5,98
  • 10 gettate di fabbrica in scaglie di pietra locale e malta
  • Presenza di blocchi ammorsati probabilmente pertinenti al rivestimento
  • Fronte Nord (Foto 7; Dis. III prospetto C): 7 blocchi inseriti di testa nel nucleo
  • Blocchi disposti su allineamento verticale (eccetto 2ª gettata)
  • Spaziatura compatibile con blocchi di taglio o lastre di rivestimento

La fronte Sud (Foto 8; Dis. IV prospetto A) presenta caratteristiche analoghe, con differenza nell’ultimo blocco, posto nella 9ª gettata e decentrato.

Sui lati Est e Ovest mancano tracce di blocchi in chiave.

Nucleo B

Il nucleo B, più danneggiato da eventi bellici e terremoti, è conservato per m 5,84 e presenta:

  • 10 gettate corrispondenti al nucleo A
  • Stessa tessitura muraria
  • Blocchi in chiave inseriti con identico schema
  • Presenza di incavo per grappa su un blocco della fronte Nord
  • Particolare rilevante: la 4ª gettata in entrambi i nuclei è alta solo m 0,34

Tecnica edilizia: opera quadrata e muratura a sacco

L’analisi delle murature, confermata anche dall’incavo per grappa, indica due nuclei con paramento in opera quadrata di pietra locale.

Come descritto dal Lugli nella tecnica edilizia romana:

le fondazioni in opera cementizia venivano contenute da filari di blocchi perimetrali, con riempimento interno a sacco; blocchi trasversali “in chiave” garantivano legamento strutturale.

L’opera quadrata funzionava quindi da cassaforma per il nucleo cementizio interno. Le gettate corrispondono all’altezza dei blocchi del paramento.

La 4ª gettata di m 0,34 indica quindi un filare speciale di rivestimento, probabilmente disposto “di lista”.

Ipotesi decorativa: cornice o fregio dorico

La fascia di m 0,34 potrebbe rappresentare:

  • elemento orizzontale di partizione
  • cornice architettonica
  • possibile decorazione

Si può ipotizzare, in via teorica, un fregio dorico, molto diffuso nella Media Valle del Liri e nella Valle di Comino, pur non essendo ancora noto in zona un monumento con fregio dorico completo.

Un indizio interessante è il fregio dorico angolare con rosone pubblicato dal Rizzello, riutilizzato come altare nella chiesa di Roselli a Casalvieri, proveniente dalla località Sorelle, collegata direttamente alla strada Muracce–Sorelle dove sorgono i ruderi.

Tipologia: monumento funerario a torre “anomalo”

Il monumento funerario a torre classico presenta corpi sovrapposti rientranti (come Casino Pica). Nei nuclei di Casalvieri questa caratteristica manca.

Lo scavo ha evidenziato:

  • due basamenti distinti
  • distanza tra nuclei: circa m 1,50
  • assenza di rivestimenti in fondazione
  • terreno sterile subito sotto lo strato vegetale

Lo spazio intermedio fu riutilizzato nei secoli come passaggio e poi come strada comunale, ma lo scavo ha escluso l’antichità di questo tracciato: la strada romana passava probabilmente a Nord o a Sud dei nuclei.

Conclusioni strutturali e interpretative

Le evidenze permettono alcune conclusioni:

  • i due nuclei sono strutturalmente indipendenti
  • sono gemelli per tecnica edilizia e decorazione
  • presentano paramento in opera quadrata
  • fascia orizzontale di partizione a m 0,34
  • possibile cornice o fregio dorico (ipotesi)
  • verticalità tipica dei monumenti a torre, pur senza corpi rientranti

Resta aperto l’interrogativo — analogo ai monumenti de Le Forme di Atina — sul perché della presenza di due monumenti gemelli.

Nicchie funerarie e danni bellici

Non sono state individuate con certezza nicchie sepolcrali. Solo una cavità sul lato Ovest del nucleo B potrebbe esserlo stata.

L’area fu interessata dal fronte di Cassino nella Seconda Guerra Mondiale; testimonianze locali ricordano una postazione militare presso i ruderi.

Restauro e consolidamento conservativo

Il restauro ha seguito criteri non ricostruttivi, limitandosi a integrazioni minime con pietrame locale e malta solo dove necessario.

Il consolidamento, prioritario soprattutto per il nucleo B, è stato realizzato con:

  • perforazioni verticali
  • iniezioni armate
  • boiacca fluida di cemento tipo 425
  • formazione di pali di sostegno interni