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Settefrati

Notizie geografiche e storiche su Settefrati

Settefrati, comune della Valle di Comino, appartiene al Mandamento di Alvito, al Circondario ed alla Diocesi di Sora e al Distretto militare di Frosinone; dipende dal Tribunale Civile e Correzionale di Cassino, dalla Corte di Assise di S. Maria Capua Vetere e dalla Corte di Appello di Napoli. Fa parte del Collegio elettorale di Sora […]

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Lascito testamentario di d. Giovanni Macari di Settefrati (25 settembre 1656)

Il 25 settembre 1656 d. Giovanni Macari di Settefrati, con testamento olografo, firmato da cinque testimoni, scriveva le sue ultime volontà circa la destinazione da dare ai suoi beni dopo la sua morte. Tra le sue disposizioni spiccava il lascito fatto alla chiesa di S. Maria di Canneto, che iniziava con la rituale formula: “Parimenti […]

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Pellegrinaggi a Canneto dal limitrofo paese di Picinisco (1639-1665) Nasce il culto di S. Anna

Picinisco è l’ultimo paese, che s’incontra sull’itinerario di Canneto, prima di affrontare le asperità dell’alta montagna e raggiungere la meta agognata, per le compagnie o processioni di devoti, che nel ferragosto di ogni anno provengono a piedi dalle pianure del basso Liri, dal Cassinate e dall’entroterra montuoso delle Mainarde, conservando una delle più antiche e […]

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La chiesa di S. Maria di Canneto nel 1639-1642

Dagli Atti di sacra visita di questi anni del vescovo di Sora Mons. Felice Tamburrelli emergono i primi particolari dell’interno della chiesa di Canneto, e le prime notizie storiche delle feste tradizionali della Madonna ed infine dell’esistenza di una chiesetta dedicata alla SS. Annunziata, situata sulla spianata del tempio. La visita al santuario, per mandato […]

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Un pellegrino scrittore a Canneto nell’anno 1633. Il primo diario di una visita al santuario

Paolo Mattia Castrucci (1575-1633), storico di Alvito, come il suo concittadino Giulio Prudentio (1574) di poco anteriore, al pari di ogni buon Alvitano, da sempre devoto della Madonna Bruna, un giorno volle farsi anche lui pellegrino di Canneto, salendo dalla parte di Settefrati attraverso quel medesimo sentiero, che avevano già percorso da secoli generazioni di […]

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Il patrimonio fondiario di S. Maria di Canneto nell’agosto 1619

Come si ricorderà, era aggregato con altri benefici parrocchiali della diocesi al seminario di Sora fin dal giugno 1569 per il sostentamento del pio istituto. Dall’inventario dei beni immobili di tale chiesa, compilato nell’agosto 1619 da d. Giulio Annichino, arciprete di Settefrati, e trascritto nel “Libro verde” dell’archivio diocesano, veniamo a conoscere per la prima […]

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Le reliquie di S. Maria di Canneto traslocate nella chiesa di S. Stefano di Settefrati 1618

Erano molte. Ne abbiamo avuto un primo accenno durante la prepositura di d. Federico de Manlion (…l530-l534); poi unsecondo accenno più preciso nel 1574 dal Prudenzio di Alvito, il quale ci fa sapere che tra quelle molte reliquie si trovava anche un pezzetto del legno della croce. Il vescovo di Sora Giovannelli (1609-1632), convinto e […]

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Unione del beneficio di S. Maria di Canneto e della sua Chiesa al Seminario di Sora (1569)

Il 15 luglio 1563 con il decreto “Cun adolescentum” il Concilio di Trento aveva stabilito che le singole Chiese Cattedrali, metropolitane ed altre Chiese maggiori, a seconda dei mezzi e dell’ampiezza della diocesi, educassero religiosamente ed istruissero nelle discipline ecclesiastiche un certo numero di fanciulli da tenersi in un “collegio”, sito presso le stesse chiese […]

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La chiesa nel 1475. Il primo restauro storico

Un primo accenno alla chiesa di S. Maria di Canneto, come edificio, si rinviene nella lettera collettiva “Deum placare” del 25 novembre 1475, il cui contenuto è ben noto. Con essa i due cardinali di S.R.C., Bartolomeo Roverella e Giuliano della Rovere, il futuro papa Giulio II, su richiesta dell’abate commendatario di Canneto, Francesco de […]

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Il primo prolungamento della chiesa. Reliquie e devozione popolare, nella medesima epoca

Anche l’aula trasversale, il transetto, che ingrandiva e prolungava il primitivo tempio della Madonna, dovette essere opera dell’infaticabile d. Federico De Manlion, sia perché nel 1693, come constateremo, essa già esisteva, sia perché nelle fonti archivistiche non si rinviene alcun cenno a questo importante incremento edilizio dell’antico santuario. Questa nuova costruzione, che si aggiungeva alle […]